Efficienza Energetica Normativa Italiana

L’aumento del fabbisogno energetico pro capite e una maggiore consapevolezza in tema di energia sostenibile ha reso necessario dare una definizione al concetto di efficienza energetica: la normativa italiana in materia prevede un’articolata sezione dedicata all’argomento, a conferma dell’attualità del tema e della centralità riconosciuta al risparmio energetico. Ritenuta dai più come una delle maggiori risorse d’Europa, l’efficienza energetica deve essere considerata come lo strumento ideale per assicurare l’approvvigionamento dell’energia e ridurre le emissioni di gas a effetto serra e di altri inquinanti nocivi per la salute. Tenuto conto che quasi la metà del consumo complessivo mondiale è da imputare agli edifici e, in generale, alle abitazioni civili, garantire un elevato livello di efficienza energetica permetterebbe di incrementare non solo lo sviluppo delle economie locali ma anche, a livello più ampio, la stessa economia europea.

Da un punto di vista tecnico, il termine efficienza energetica indica la capacità di un sistema fisico di ottenere il risultato migliore, a fronte di un minore impiego di energie, da raffrontare e valutare alla luce degli altri sistemi operanti nel medesimo settore; attraverso l’adozione delle migliori tecnologie ad oggi presenti nel mondo e la diffusione di una maggiore consapevolezza verso l’utilizzo degli strumenti energetici, è possibile raggiungere livelli di efficienza massimi con il minimo impegno possibile. A questo punto, deve chiedersi quali siano le regole da rispettare per raggiungere l’efficienza energetica: la normativa italiana, come già anticipato, è una delle più corpose a livello europeo, in quanto reca numerose disposizioni di legge ad hoc ed interventi normativi di armonizzazione europea. Il Legislatore italiano non è infatti l’unico ad essersi preoccupato della questione dell’efficienza energetica: il 9 luglio 2018 è infatti entrata in vigore la Direttiva 2018/844/UE, che aggiorna e sostituisce la precedente normativa (in particolare, la Direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell’edilizia e la Direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica). Il termine finale per il recepimento è fissato per il 10 marzo 2020: entro quella data gli Stati membri dovranno armonizzare le normative nazionali ai dettami e agli obiettivi fissati dall’Unione Europea.

Quali sono le principali novità introdotte per garantire a livello europeo il raggiungimento dei massimi livelli di efficienza energetica? Innanzitutto, gli Stati membri dovranno impegnarsi al fine di ottenere un parco immobiliare decarbonizzato e ad alta efficienza energetica entro il 2050, facilitando la trasformazione degli edifici esistenti in edifici a energia quasi zero e garantendo un sostegno concreto alla ristrutturazione degli edifici (residenziali e non residenziali, pubblici e privati).

In particolare, il vero intento della Direttiva sull’efficienza energetica è da ravvisarsi nella volontà di creare una rete di costruzioni edilizie eco-friendly e sostenibili, così da abbattere dell’80-95% le emissioni di gas serra entro il 2050 (rispetto ai livelli registrati nel 1990) e, allo stesso tempo, incrementare la percentuale di energia rinnovabile (almeno il 30%) entro il 2030.

Quali sono quindi gli strumenti individuati dalla Direttiva per aggiornare la normativa di riqualificazione energetica? La previsione, innanzitutto, di incentivi e agevolazioni per le ristrutturazioni efficienti e la semplificazione delle procedure di ispezione e certificazione energetica; inoltre, la Direttiva de qua ha creato il cosiddetto “indicatore di intelligenza” per gli edifici efficienti che, grazie all’interazione con la rete, potrà plasmare il consumo energetico sulle esigenze reali dei cittadini residenti in quelle abitazioni.

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