Marco Gasparri commenta l’overshooting Bandi di Gara a Roma

Commento di Marco Gasparri all’articolo del Messaggero pubblicato il 16 gennaio 2019. Il Messaggero pubblica la notizia che il Comune di Roma avrebbe in cassaforte risorse stanziate e non spese, causando un “overshooting” di 380 milioni di euro nel 2018.  L’overshooting è il termine anglosassone per indicare che un Ente non è stato capace di utilizzare le risorse stanziate ad inizio anno.

Peggio era andata nel 2017 quando il Comune non era riuscito a spendere oltre mezzo miliardo di euro. Non si è riusciti, quindi, a mantenere, anche questo anno, i programmi che l’Amministrazione si era data al momento dell’approvazione del Bilancio. E’ inutile sottolineare il bisogno che avrebbe la Capitale di investimenti per cercare di riconquistare un minimo di decoro urbano.

Tutta una serie di investimenti slittano quindi nel 2019 tra cui spiccano le manutenzioni straordinarie dei fondi stradali di cui i cittadini romani e molti turisti, che hanno la fortuna di aver visitato la Città eterna, conoscono molto bene:

La Roma del nuovo millennio sarà ricordata da turisti e pellegrini per le sue intramontabili bellezze, frutto di grandi investimenti immobiliari fatti nei secoli passati da gruppi di persone illuminate, e per le sue enormi buche stradali oggetto dell’ironia dei cittadini e dei social network.

La colpa è sempre del Dipendente Pubblico Capitolino dentro i cui Uffici si impaludano, per mesi ed a volte per anni, le gare necessarie affinché dette risorse siano effettivamente tramutate in opere.

Però a ben guardare ci si accorge che nel nostro paese, l’Italia, il tempo medio per l’aggiudicazione di una gara pubblica supera i tre anni, quando si riesce ad aggiudicarla, ed il trend è in costante aumento.

Inoltre su tre gare pubblicate solo una giunge al suo naturale compimento: l’aggiudicazione.

Le altre due o vengono annullate o si arenano in una serie di ricorsi incrociati nei vari Tribunali amministrativi oppure rimangono lì, impaludati, a causa di ammennicoli legali contraddittori che mettono il decisore di fronte a scelte troppo discrezionali che ne potrebbero causare una responsabilità personale. Quindi il Dipendente Pubblico Capitolino, forse non eccelle in efficienza, ma è senz’altro in buona compagnia. E come gli altri Dipendenti Pubblici di questo Stato ha a che fare con un Codice degli Appalti che non permette lo sviluppo e gli investimenti necessari ad un Paese industrializzato ed avanzato

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